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nulla sul serio

di mattatoia (20/02/2006 - 12:47)



Non prendo nulla sul serio, ultimamente.
Neanche i tre mesi arretrati di stipendio, che fra un po’fanno quattro.
Ho uno sguardo che curva sulle cose, schivandole.
Chi vive al posto mio?
Se non fosse per questa luce bianca pesante che mi taglia la vista, se non fosse per questo mal di testa penserei di poter continuare così per sempre…



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...

di mattatoia (16/02/2006 - 10:38)

E io m’ero tolto la giacca
e m’ero sdraiato sul letto
aspettando che il tempo passasse
con l’amarezza nel cuore.
E mi immaginai che ero vecchio
e anche tu eri vecchia,
e ci vedevamo, ci ritrovavamo
e potevamo sedere, e parlare
stando accanto, senza più il desiderio d’amore.
E tu mi raccontavi di come avevi sofferto
dopo che c’eravamo lasciati,
per quanti giorni ti sentivi un automa
che ti muovevi pur senza avere la vita
e ti sentivi come se t’avessero tolto
i polmoni, e non potevi respirare.
E io ti raccontavo come camminavo
e mi trascinavo da una stanza all’altra
con una palla di piombo incatenata al petto,
e il pensiero: “No, non può essere
non può essere una cosa così assurda…”.

Sì, fu così, e guardavamo le cose
intorno a noi, cose semplici, foglie
che si staccavano dagli alberi nel primo autunno
e altre che erano già cadute,
bambini che correvano gridando
e alberi che stavano fermi, vicino a noi, al loro posto.

E m’ero alzato, e m’ero vestito
e tu ancora dormivi.
Dormivi, ma quante cose bollivano nella tua mente,
bollivano come il mare.
Poi ti alzasti, e andasti ai vetri.
Ancora nella tua mente erano le fiamme
e bruciavano parti del tuo cuore.
Prendesti le mie fotografie, e le bruciasti.
Ascoltavi la musica del nostro amore
e spezzasti il disco con le dita.
Poi fuggisti, fuggisti via dalla tua casa
e non tornasti più


Ora noi siamo sulla terraferma,
siamo all’asciutto, ci siamo asciugati le vesti,
ci siamo riscaldati e ci siamo rifocillati,
abbiamo dormito, ci siamo riposati,
ma c’era un tempo che eravamo nei flutti
a mollo nella tempesta, come turaccioli,
combattevamo con le onde, respirando affannosamente,
agitando le braccia, cercando qualcosa a cui appigliarsi.
I giorni si susseguivano e nuotavamo distanti
ognuno nel suo mare, urlavamo ma non ci sentivano
e pensavamo: ancora poche ore
e la vita sarà finita, e pensavamo: come faremo
a superare la notte?
Ma adesso siamo al caldo, amore, in una stanza quieta,
alziamo i calici e davanti al fuoco brindiamo,
stretti, abbracciati, o seduti,
con le nostre teste posate sul cuscino
una accanto all’altra

Claudio Damiani

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una medusa

di mattatoia (15/02/2006 - 18:24)


 Visibile, invisibile,
 fluttuante meraviglia -
 vi abita dentro un'ametista
 ambrata - il tuo braccio
 si accosta, e lei si apre
 e si chiude; pensavi
 di ghermirla, ed essa freme;
 tu rinunci all'idea


Marianne Moore

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un passo

di mattatoia (10/02/2006 - 15:02)


Ad avere un passo leggero

come quando andavo incontro
al mio pomeriggio sentimentale
chi ci guadagna,
adesso,
se non ho più nulla da stringere,
nemmeno un talismano?

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arrivederci

di mattatoia (10/02/2006 - 14:58)


Arrivederci immagini
Che mi siete sgusciate via dalle dita come la crisòmela
Ancora cercherò foglie secche di tabacco negli occhi
              delle donne
O la fiamma scoppiettante
Del lampione della sera luttuosa
Un còlchico oggi mi ha reso malinconico
Ascolto i sonagli di mucche fantasmatiche
Che a passo dondolante trascinano via la città
                di marm
o






La donna al plurale, Vitezslav Nezval

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