Ciao sono mattatoia
Vedi il mio profilo


Novembre 2005

DLMM GVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Novembre 2005

lili taylor

di mattatoia (30/11/2005 - 16:22)

ho rivisto "arizona dream" e mi sono innamorata (di nuovo) di questa donna (che avevo già incontrato in "the addiction").

Vota questo post

cinque verticale

di mattatoia (28/11/2005 - 12:46)

Vota questo post

paolo febbaro

di mattatoia (25/11/2005 - 16:47)

Vieni a passeggiare, Franz”
“Più tardi, Kaspar, sto leggendo”

Chiedere se leggere è più di passeggiare



Paolo Febbraro, Il diario di Kaspar Hauser


Vota questo post

di mattatoia (23/11/2005 - 11:39)

senza perdere di vista, risalire
    in tempo
la certezza necessaria
di non essere    un appuntamento
ma di essere ogni giorno
questo appodo



brescia 2005

Vota questo post

questo fiume...

di mattatoia (17/11/2005 - 18:13)



Che ne facciamo di questo corpicino chiuso
in un giaccone verde militare?
mi dici
e mi baci
due volte sulle guance.
No, non torna più questo appuntamento – lo sappiamo.
Lo sappiamo libero dai giorni
dalle ore,
libero
come questo fiume settembrino
che ci passa accanto trascinando foglie



Vota questo post

... e ti ricordi quando tu...

di mattatoia (17/11/2005 - 11:46)

Deve essere il loro primo appuntamento. Il secondo, al massimo.
Lo intuisco dal loro modo di guardarsi – e di non guardarsi.
Lei parla senza pause e senza domande. Lui ne è rapito. Lei fa gesti ampi e sorride. Lui beve, calmo in apparenza.
Lei si muove sulla sedia, accavalla le gambe, le distende. Lui non guarda nessuno al di là di quel tavolo. Lei risponde al telefono, si alza, torna al tavolo, riprendendo il discorso da dove lo aveva lasciato. Lui è sempre sul punto di fare una domanda che non fa.
Poi…
Poi lei ad un tratto dice “nooo” e si porta le dita alle orecchie. Entrambi precipitano i loro sguardi a terra, sotto al tavolo, tra i sampietrini della piazza. “Nooo, il mio orecchino!”. Scostano la sedia, cercano a destra, cercano a sinistra, lei si alza, toccandosi il lobo vuoto e ripercorre i passi brevi fatti lì attorno durante la telefonata. Lei dice che lo deve assolutamente trovare, che ci tiene tanto, che altrimenti si sentirebbe una buona a nulla, che è la terza cosa preziosa che perde in quella settimana.
Questo episodio, penso, comunque vadano a finire le cose tra questi due ragazzi, già fa parte della loro storia.
“e ti ricordi quando tu poi hai perso il tuo orecchino ?…”








Vota questo post

diario

di mattatoia (15/11/2005 - 19:07)

Il tempo è cambiato. Si è sollevato uno scirocco insistito e benevolo. Ho nostalgia di me. Di come sono stata in un periodo breve e mio.

cose da fare
: togliersi dalla testa certe idee;
provare la cioccolata calda Lindt. Alla cannella, possibilmente

dubbi
: leggere Baricco – non leggere Baricco;
decidere l’atteggiamento da assumere se me ne parlano;
togliersi dalla testa certe idee?

Vota questo post

di mattatoia (14/11/2005 - 13:23)


la buca delle lettere colore verde attesa
all’indifferenza dei giorni si dispone
come il tuo giardino intatto
dove ormai passeggio di rado



Vota questo post

di mattatoia (14/11/2005 - 13:03)

Siamo il filo verde di lana che ci regge
questo dondolare piano nella notte
il gesto ripetuto all’infinito
le mani aperte e chiuse in un saluto
siamo questo moderato andare zoppo
le buche scansate a metà strada
un finale aperto di giornata


Vota questo post

una piazza da indossare

di mattatoia (11/11/2005 - 12:40)

Nella luce arancione di Piazza dell’Oro, mi sono accomodata sugli scalini  della chiesa con le bozze del prossimo libro e ho aspettato guardandomi intorno. In realtà non aspettavo nessuno e nulla di preciso ma quella piazza, che rappresenta un poco la mia sosta prima di buttarmi nel traffico di Corso Vittorio Emanuele e raggiungere quindi la redazione, quella piazza, messa lì di lato, mi sembra che si prenda il suo spazio nel verso giusto: non frontale e arrogante, il modo di darsi che hanno spesso le piazze, ma di lato e discreto. Come la tasca di una giacca al cui uso ci si affeziona nel tempo.

Vota questo post

gregory corso

di mattatoia (11/11/2005 - 12:24)

prendo spunto dal bel post di vocativo ( www.vocativo.splinder.com ) e vi regalo questa poesia di gregory corso, scovata in un libro ormai introvabile, edito da bompiani, con copertina coloratissima e prezzo in lire talmente basso da far sorridere. mia madre ( a cui devo, parlando di letture, la scoperta del mondo russo, avendomi letto da piccola alcune pagine del dottor zivago - chissà perché faceva questo ) un giorno mi diede questa raccolta di poesie di corso con l'aria di chi vuole disfarsene, con l'aria di chi non si ricorda perché quel libro fa parte della propria biblioteca. io sono contenta dai averlo tenuto. anche perché proprio la poesia sugli odori è servita da apertura al racconto "odori" di roberto carvelli che si può leggere in "perdersi a roma. guida insolita e sentimentale" .

Qual è l'odore di Berlino?
ogni città ha il suo odore.
New York sa di scarpe nuove
Parigi sa di cinematografo
Londra sa di carcere correzionale
Stoccolma di biancheria lavata
Atene di pista battuta
Barcellona di rosso
Amsterdam di budino alle mele
Venezia di umanità
e Berlino?
non conosco l'odore di Berlino

Vota questo post