appunti per morire
Dimenticherete? Tu, dimenticherai?
Non ho l’inclinazione ai tagli netti.
Il lupo che viene, il prossimo lupo, e io in silenzio…
Sostituire il mio nome con un altro identico al mio
Il travestimento e l’alba.
Il talento di morire due volte
Due volte
le donne, il silenzio
Per quanto nel tempo io mi sia sforzata di sentirla meno, questa ferita esiste e si ricorda di me.
Cos' altro ancora posso fare? Parlare e non essere creduta? Restare in silenzio?
Lo sconforto di Cassandra. La sua solitudine.
Questo è un addio.
Sottovoce, come lo fanno i poeti. E gli amanti.
Rientrata molto tardi a casa, sebbene mi sarebbe andato un altro giro nella notte...

citando leroy
Non so come faccia a capire tutto di me. Oggi il mio editore mi ha detto: Dani, ricordati: ingannevole è il cuore sopra ogni cosa. Soprattutto quello degli altri.

Mi siedo su me stessa, accovacciata per sentirmi l’odore e il respiro. Lupo. La sua stessa voracità. Mangerei da terra con le mani, con la bocca qualsiasi cosa. Sollevo i capelli da dietro, e mi giro. L’acqua
è messa a bollire sul fuoco. Lui mi appoggia la lingua sulla nuca. È
generoso di saliva e di fiato. Indovina cosa mi piace. Lascio fare.
Anche al mio corpo lascio fare. Prendo il largo – cosa è accaduto
prima? dove sono stata finora? – ed è la mia deriva. Io tutte le volte
i corpi di tutte le donne del mondo, io sabbia e asfalto, io erba in
silenzio, io terra asciutta e acqua, il varco dilatato, il risucchio,
la vertigine al centro. Oppure di lato: scivolare di lato, acchiappare,
sfinire. Il fischio della teiera mi porta di nuovo nella stanza. C’è un
suono esatto nella gola, irriproducibile. Esatto come un richiamo.
Regolare e fuori da ogni logica. Mi devo sedere. Devo bere acqua o tè.
Mi faccio leccare i polsi, mordere le caviglie. Ecco. Posso restare per
ore in piedi a farmi guardare o posso accomodarmi tra le tue braccia. O
distendermi sul legno del pavimento. Vediamo oggi di cosa siamo capaci.
Questa è la mia offerta per oggi. Mezza docile; mezza selvaggia.
Poi sono la stessa
che esce di casa, parla con gli altri, saluta con un cenno… La donna in
portineria, ha dita ingiallite e una pena negli occhi. E io? Io che
occhi ho? Che segni porto attorno alla bocca? La detesto la mia
giovinezza. Detesto avere una misura: anni, altezza, peso. So benissimo
cosa fare per liberarmene.
resoconto n.2
Sono
stata molto felice, anche. Mi sono fermata spesso sui ponti a guardare
l’acqua e le luci. Qualche volta, ricordo, mi sono detta: è una città
fatta apposta per innamorarsi.

resoconto
volendo
ripulire e buttare un po' di vecchie cose, ecco cosa ritrovo
aggirandomi tra le cartelle e tra i file, tra le bozze della
posta inviata e ricevuta. era marzo, erano i miei primi mesi a
roma...
Riemergo faticosamente da una sorta
di naufragio emotivo-esistenziale, al limite tra il grottesco e il
patetico; la causa: il mio trentunesimo anno, festeggiato in
solitudine, ovviamente.
Poi: considerazioni sulla mia perenne condizione di nomadismo - condizione, devo dire, molto creativa. E anche molto scomoda.
Ho vissuto in tre città, nove case,
in ognuna ho lasciato uno spazzolino da denti... in quanti posti
differenti lascio lo spazzolino da denti per me è la misura dei miei
spostamenti !!!
Intanto penso al lavoro, con energia e passione ma "costruire" o "futuro" sono parole che non mi dicono molto...
Sono assolutamente sradicata ma senza nessuna sensazione di libertà
Potrei scomodare un sacco di concetti
importanti, dall' interpretazione dei sogni al rapporto con la figura
materna... ma ti risparmio tutto questo !
...da allora qualcosa è cambiato. fortunatamente. ma cosa?
mister tossani
(...) tanto so che ci sono giorni da vivere come se non fosse accaduto quello che è accaduto.
Altri in cui vivo come se fosse accaduto ciò che non è accaduto.
cito a memoria, mi scuso per eventuale imprecisione
mangiare/bere
Sul sito di Melpunk si parla di librerie e di chinotto Neri, sul blog
di Malesi si parla di librerie e pasticcini. Tenuto fermo il fatto che
tutti qui siamo più o meno frequentatori (si suppone) di librerie, dico
che malesi e mel toccano proprio un mio punto debole: la gola. I dolci
li amo da sempre; il chinotto l’ho riscoperto circa dieci anni fa (ma
già da bambina io…). Sul blog di Melpunk, suggerisco pure il modo
migliore per assaggiarlo.
melpunk.splinder.com
licenziamentodelpoeta.splinder.com
pagina normale di diario
Io mi sono limitata ad aprire un paio di birre, una volta a casa. Il
resto l’hanno fatto R e M. Il lavoro vero, intendo. E così, io oggi ho
finalmente il mio letto, un letto che ieri notte volava per la Casilina
agganciato al tetto della macchina.
R e M, stavano davanti, mentre io mi sono ricavata una nicchia sul
sedile posteriore, ingombro, quindi una nicchia scomoda. Loro parlavano
di strani sogni fatti di notte e di film visti a fuoriorario. Io facevo
finta di seguire, in realtà mi bastava semplicemente sentire le voci,
il loro parlare sommesso e confortevole mi faceva sembrare al sicuro, e
mi venivano in mente parole come “per sempre”, “ancora”, ”mai”. Senza
averne paura.
come si chiama la leggerezza del cuore
la vibrazione che assomiglia a un segreto,
mentre si gira dall’altra parte il dolore
si fa piccolo, minuscolo,
segreto
con quale parola lo chiamo questo autunno
mentre è già un segnale messo a punto
la promessa che manca alla carezza
distratta e fatta a caso, in mezzo al sonno
io sono il frutto appeso
Io sono il frutto appeso
all’albero del sonno,
alle travi,
alle volte del mio cuore,
il nutrimento,
il pezzo di candito
perso dentro la pasta
della notte
Valerio Magrelli
amici
Ieri
mi sono beccata un vaffanculo perché non riuscivo a spiegarmi bene
mentre stavo in piedi in autobus, appesa al cellulare, con le bozze e
la borsa nell’altra mano, in bilico, non riuscivo a dire le cose perché
l’autobus era affollato e io ancora ho un po’ di pudore nel far sapere
a tutti le faccende mie. E quindi mezze frasi e timori e incomprensioni
e … vaffanculo. Siccome si tratta del mio amico del cuore lo perdono.
Io dico che non devi mostrare mai il fianco, che non devi rivelare mai
una debolezza perché qualcuno se ne approfitta, fosse anche il tuo
amico del cuore. E quindi, se ti vengono dei crucci e ti arrovelli
perché temi di aver detto o fatto male, ho capito che te ne devi
fregare e se si offende, che si offenda, questo tuo amico! Perché se
vai a chiarire, dal momento che mai vorresti una nube tra di voi, o una
sua scontentezza, se vai a cercare nelle sue parole un’assoluzione va a
finire che – senti senti – “ sei troppo concentrata su te stessa”.
E insomma, facciamo un po’ così, noi amici del cuore.

i platani, sul lungotevere...

Sono una che ha perso la casa e mantiene un segreto
che cammina tra i platani, a sera
che non ricorda il suo nome – il tuo nome
Sono una che parla da sola
una buona compagnia
per i platani e il fiume
…
citazione

"(...) sarà opportuno declinare proverbi: occhio non vede letto non duole, lontano dal letto lontano dal cuore."
[roberto carvelli, letti]
dicono di lui

"Andrea Zanzotto è insieme la persona più radicale e nel contempo
delicata che abbiamo mai incontrato.
Tutto in lui appare dominato da
contrasti estremi e inattesi. Sofferenza e leggerezza, fragilità e
profondità."
(Carlo Mazzacurati, Marco Paolini)
...

non so se fidarmi o no
di chi sceglie il colore dello spazzolino da denti
in base al colore delle mattonelle del bagno.













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