krumm, case e il mio telefonino
mi succede oggi per la prima volta. sono in autobus, ho trovato un posto libero. ho il libro di Krumm sulle ginocchia. in copertina c'è una sedia. mi gira un verso in testa, due parole, un inizio di frase, una immagine: le mattonelle della cucina. amo gli interni, è la mia fissazione, la casa, le stanze. sarà perché di case ne ho avute tantissime che è come dire nessuna e ora vivo in un monolocale (la misura della solitudine!) e se mi sposto, sono in un'altra casa di due stanze (la misura di una solitudine generosa, accogliente). e allora, ci sono queste mattonelle della cucina, nella mia testa, e le vedo gialle, che è un colore che lascia poche speranze. ma non ho una penna con me, strano, insolito, ma è così, non una matita, una cosa qualsiasi con cui graffiare sul mio quadernetto. e le mattonelle gialle restano nella mia testa per un po', poi tiro fuori il cellulare e scrivo lì. mi fissi/ come la mattonella gialla/ della cucina/ in questo maggio feroce/ da sembrare agosto/ dalla soglia di una domanda/ mi sposto.






Ultimi commenti