campanelli e tagliole
ho messo campanelli alla porta
caso mai dovessi tornare e io dormire.
ho messo campanelli alle finestre
caso mai è da lì che dovessi entrare e io non accorgermene
e ho messo tagliole negli angoli
nel caso tu volessi tornare ma con cattive intenzioni,
caso mai tu volessi dirmi
che non è più tempo.
ho messo tagliole,
e campanelli..
giornata mondiale della poesia. io la festeggio così:
Attorno a questo mio corpo
stretto in mille schegge, io
corro vendemmiando, sibilando
come il vento d’estate, che
si nasconde; attorno a questo
vecchio corpo che si nasconde
stendo un velo di paludi sulle
coste dirupate, per scendere
poi, a patti.
Attorno a questo corpo dalle
mille paludi, attorno a questa
miniera irrequieta, attorno
a questo vaso di tenerezze
mal esaudite, mai vidi altro
che pesci ingrandire, divenire
altro che se stessi, altro
che una incontrollabile angoscia
di divenire, altro che se
stessi nell’arcadia di un
mondo letterario che si forniva
formaggi da sé; sentendosi
combattere, nelle vacue cene
da incontrollabili istinti
di predominio: logori fanciulli
che si stiravano altre membra
pulite come il sonno, in vacue
miniere.
[da Serie ospedaliera, Amelia Rosselli]





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