oggi letture inquiete
leggo le poesie di ana blandiana dalla raccolta "un tempo gli alberi
avevano gli occhi" e poi "nemico, amico , amante" di alice munro. poi
il blog di davide malesi, poi i versi di eros alesi, poi torno su
blandiana, poi flavio santi, poi un po' di amelia rosselli, poi una
pagina, anzi due, di rachid o, poi..
ho finito di servire il mio cane
ho finito di servire il mio cane
- il mio cuore -
come un fico
mi spacco
e senza semi
pier luigi cappello
ricevo e ripubblico un estratto. sono assolutamente
rapita..

(...)
In nessun luogo ma qui io ti vorrei, cullandoti nel su e giù
delle parole, parole fresche come fragole ti darei, che la vita
attorno è una tempesta, io e te mare fermo in mezzo alla
tempesta e mescolando i tuoi con i miei capelli, più tuo,
amore, il volto tuo sarebbe, più nome il nome tuo, con tutto
il resto straniero,
in questa lingua nuda e in nessun luogo.
il mestiere di editor
pezzo di langone su "il giornale". il titolo è "vita da editor. segugi sulle piste del best seller".
sono citati mozzi, canalini, repetti. non dico nulla. attendo commenti. ansiosa.
perché il cuore..

l'avventura migliore è sotto questa pioggia e tu che schivi i cofani luccicanti delle auto in doppia fila. vederti come un pesce, che sgusci, che passi, che scivoli obliquo. l'avventura migliore è la tua fuga. una fuga perfetta. senza nostalgie, perché il cuore dimentica. senza paura, perché il cuore vive.
lavoro e scrittori

Che lavoro fanno gli scrittori? Parte da questa domanda Roberto Carnero (oggi su L’Unità)
e affronta un reportage sulle professioni svolte dagli scrittori. Vivere di diritti d’autore non è per i più.
Ai più tocca fare anche il telefonista (Mirko Romano) o l’insegnante di kung fu (Giuseppe Casa).
giuseppe cornacchia
Vedi, queste finestre
fanno gioco di sguardi,
mostrano poco
dei palazzi di fronte,
solo la base.
E ti pare che sia
quel che c'è da vedere.
Ma se t'abbassassi,
da spicchi di cielo nascosto
vedresti la fine, dov'è,
di alcuni, i più tozzi.
Io parto, guardami
salire e ancora salire
sul palazzo più alto,
io come l'albatro,
dove l'aria più fresca
mi riporta alla vita
rischiarando la voce.
di Giuseppe Cornacchia
intensa voce tedesca, friederike mayrocher è una fra le mie preferite. scelgo due poesie dalla raccolta "della vita le zampe":
le campane hanno preso il volo
che punto è
del giorno? è
inverno autunno o
primavera / i sensi hanno
un fremito il cuore
mi balza nel petto: all'improvviso sei lì
alla mia porta
con strepitante
raganella di pasqua, labbra
ridenti / adesso
il tempo della vita si fa tropppo breve, la
penitenza non è trasferibile!
so
so che,
e che …
e che di me non ne vuoi sapere
e so che per amare,
per amare veramente,
ti devi fermare, devi stare fermo.
Per amare
devi respirare,
per imparare ad amare
devi fermarti,
respirare,
farlo piano piano
campanelli e tagliole
ho messo campanelli alla porta
caso mai dovessi tornare e io dormire.
ho messo campanelli alle finestre
caso mai è da lì che dovessi entrare e io non accorgermene
e ho messo tagliole negli angoli
nel caso tu volessi tornare ma con cattive intenzioni,
caso mai tu volessi dirmi
che non è più tempo.
ho messo tagliole,
e campanelli..
giornata mondiale della poesia. io la festeggio così:
Attorno a questo mio corpo
stretto in mille schegge, io
corro vendemmiando, sibilando
come il vento d’estate, che
si nasconde; attorno a questo
vecchio corpo che si nasconde
stendo un velo di paludi sulle
coste dirupate, per scendere
poi, a patti.
Attorno a questo corpo dalle
mille paludi, attorno a questa
miniera irrequieta, attorno
a questo vaso di tenerezze
mal esaudite, mai vidi altro
che pesci ingrandire, divenire
altro che se stessi, altro
che una incontrollabile angoscia
di divenire, altro che se
stessi nell’arcadia di un
mondo letterario che si forniva
formaggi da sé; sentendosi
combattere, nelle vacue cene
da incontrollabili istinti
di predominio: logori fanciulli
che si stiravano altre membra
pulite come il sonno, in vacue
miniere.
[da Serie ospedaliera, Amelia Rosselli]
in cerca di un post
oggi il post non c'è. l'ho spostato nei commenti
manutenzione
Cercando gli occhiali da sole, scanso chiavi, rossetto e agendina e mi imbatto nella manutenzione degli affetti.
non so come sia finito nella mia borsa, quel libro. Non l’ho comprato, non l’ho chiesto in prestito, non mi
pare che qualcuno me l’abbia regalato. sarò cleptomane?
La mia borsa e un micro mondo di oggetti sparsi, senza sicurezza. Nella mia borsa ogni volta penso che
ci sia il telefonino e invece è in tasca. La mia borsa, in fine, ha
fogli biglietti, matite, scontrini, elastico per capelli, una
caramella, un anello rotolato in fondo alla tasca interna, liste di
vecchie spese mai fatte. Dentro questa borsa, anche se è grande
non ci metto mai le bozze, quelle le porto con me, addosso a me,
me le abbraccio davanti, strette. e attraverso roma, con le
bozze, prendo il tram, mi siedo al bar, accetto il passaggio in moto di
r., vado in ascensore, passeggio a piedi sul lungotevere. Sempre con
queste bozze. Questa sera credo che le porterò al cinema. Le mie bozze,
di sicuro, non si sentono sole.
dittico
leggo una recensione sul giovane poeta friuliano pierluigi
cappello. dittico è il titolo della sua raccolta. se conoscete la
sua poesia fatela conoscere anche a me (in attesa di avere il libro tra
le mani).
ricevo da ck e volentieri pubblico ( ma i versi, dice, non sono suoi)
Viaggio nel cuore della notte
Viaggio nel cuore della notte
Fino alla fine della notte
Un percorrere d’esperienza in esperienza
La dolce notte avvolge, come un viaggio in un treno notturno
Ed io viaggio tra affetti ed esperienze
Con il dolce brusio
Della campagna notturna
Visto dal finestrino
Dell’anima
Viaggio nel cuore della notte
Voglio raccontare che i caleidoscopi della vita illuminano
I caleidoscopi dello spirito illuminano e sconvolgono
Viaggio nel cuore della notte…
Fino alla fine della notte
due poesie di elisa biagini
Se io rimango seduta, il mio braccio ti segue nelle stanze - ti porta di me -, di unghie, srotolata come a leggerci fiumi, come un tracciato per l’interruttore, un tappeto di me: la spina una rotaia.
elisa biagini
Mangio un uovo alla
settimana, perché
abbiamo i colori
in comune, anch’io mi
strapazzo, vado in pezzi.
Ma soprattutto
perché voglio tornare
a me stessa, sperando
che uno su quattro
rimpiazzi
quell’uovo
che perdo ogni mese,
l’alfabeto che goccia.
spalancare la finestra e abbracciare la collina è un solo gesto
che mi ubriaca di mattino e di opportunità
si allarga una luce buona, intorno
un merlo si bagna nella pozza
restano in bilico i pensieri
sull'orlo del vestito..
Hai la luna sul collo
teso e bianco
e apri gli occhi
e apri
sorrisi
calmi
nella sera
vuoto caffè
è incredibile quanto mi possa mettere di malumore il barattolo del
caffè, la mattina, con il suo vuoto imprevisto. vuoto. niente caffè.
allora doccia, pantaloni di velluto rosso e colazione al bar.
Lo so cosa pensi di me.
Le chiami follie di femmina incostante.
Eppure i miei capelli si allungano di un tanto così al mese, mi
crescono regolarmente le unghie, ogni mese il rito mestruale. Sono una
donna dalla natura regolare, puntuale, mi pare. Costante, per l’appunto. 
inviare poesie a cucchi, incrociare le dita, aspettare. fare una torta,
col cioccolato, leccare le dita. infornare aspettare. scostare le
tende, lasciare che il sole si allunghi sul mio davanzale. controllare
al posta, niente di nuovo. aspettare
regalo di compleanno
mi andrebbero bene anche delle ossa o un bottone di madreperla.
quest'anno del resto, non voglio un gran regalo.
in fondo sono viva solo per caso.
sono alcuni versi della poesia di sylvia plath, oggi comunque è
il mio compleanno. per fortuna non sono una che fa bilanci.
una giornatina differente
Ti ci vuole una giornatina differente, ecco cosa mi dice M. del magazzino,
lui conta bollina, inscatola centinaia e centinaia di libri, e ha questa saggezza semplice,
una attenzione naturale. Mi guarda e mi dice ti ci vuole una giornatina differente.
e io, che lo so come sto, quanto stanca sono, io, che me le sento tutte addosso
le cose che leggo, che scrivo, i titoli, i capitoli, il mio autore, quello che sto curando,
che gli voglio bene, perché l’editor si innamora pure - donna o uomo – delle bozze
che ha tra le mani, che è come una ubriacatura di anima altrui, io che me le immagino
come se le rivedessi allo specchio queste occhiaie che mi porto addosso da anni,
cerco in un istante di fissare la mia vita.
Una giornata differente da tutto questo come è? sono arrivata a roma con una
valigia piena di perplessità, per dire come dice paolo conte, con la paura che mi
faceva rosicchiare le unghie malcresciute di ragazza infelice e appassionata,
sono arrivata a roma, senza amici. Una stanza in affitto è stato il mio primo ricovero,
e intanto, leggere, leggere, leggere. scrivere.
Una giornata differente è una giornata che me ne vado al mare. Che le stagioni
si mescolano tutte e io mi dimentico cos’è l’estate, cos’ è l’inverno. Una giornata differente
è che all’improvviso scoppio di felicità, ah sì, a dispetto di questo cielo pesante,
bianco e denso come un bicchiere di latte. A dispetto dell’asfalto luccicante,
nero e gommoso come liquirizia. A dispetto di questo rumore nella testa, come di una festa lontana.
cattiva letteratura, cattivo governo
dal diario di enzo siciliano:
quanta vita italiana va sprecata oggi nelle botticelle non ermeticamente
chiuse di una letteratura di quart'ordine, di scritti dettati
senza alcuna cura con la petesa d'esser "ben fatti" - quasi che il "ben fatto"
sia estraneo alla buona letteratura. ahimè, l'inflaazione dei giallisti,
degli scrittorelli noir e della loro pappa di cossidetta realtà, ecc.
Per anni ho resistito all'idea che gli idioti al mondo fossero in così gran
numero. la vera idiozia consiste nel non saper distinguere la mano destra
dalla sinistra e nel non cercare mai di scoprire un significato. e l'idiota
si consola accanendosi nel muovere obiezioni a ciò che non ha neppure
tentato di capire.
c'è un vincolo stretto fra la cattiva letteratura e il cattivo governo, fra il
rifiuto della grammatica e la demagogia. si corteggiano, si invidiano in
un accoppiamento per niente giudizioso.
(da Nuovi Argomenti)
per ricucire...
grazie ad ipazia79 da cui ricevo una mail in cui mi lascia
questa poesia della dickinson:
Per ricucire ogni fede strappata/
esiste un ago gentile,sebbene/
nessun segno apparente lo riveli-/
è infilato nell'aria-/
E sebbene ad indossarla/
rechi il segno dello strappo/
la veste è ancora adatta,/
uguale la misura/
PESCI
carica vitale colma di desiderio vi aiuta nei progetti iniziati da tempo, oggi può essere spesa al meglio, sorprendendo. In amore baci! L'immagine: La Morte, cambiamenti totali necessari.
siamo spiacenti ma...
avete mai ricevuto un rifiuto da parte di una casa editrice? e come avviene?
è una lettera? una telefonata? una mail?e cosa dice la lettera?
chi è la persona che vi comunica la decisione del comitato di lettura?
e poi: esiste veramente un comitato di lettura? e il rifiuto è argomentato in modo
convincente o per niente argomentato? raccontatemi tutto...








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