Ti si addice l’inverno dalle ciglia bianche/ mentre ce ne stiamo a fumare sui divani/ con le tazze bollenti sui ginocchi/ e dell’estate non ha nemmeno l’ombra/ quel tuo parlare piano che precipita/ tu dici: il cielo imbruna, imbruna il cuore,/ e lasci che sfiorino le tende/ le cupe ombre basse della sera.
anche le stelle c'hanno i loro problemi
vi invito a dare una occhiata alla notizia che pennastilo
offre sul suo blog: inchiostrando.splinder.com
tengo lontane le tempeste
Tengo lontane le tempeste
cerco di essere a posto
e rispondo che va tutto bene
mentre
il mosto perdo
dalle gambe
le tazze perdo
in un trasloco
i capelli, la lingua
il coraggio
Твой белый дом и тихий сад оставлю
Anna Achmàtova è uno di quei poeti che semplicemente “avvengono”,
che sbarcano nel mondo con uno stile già costruito ed una loro
sensibilità unica. Arrivò attrezzata di tutto punto e non somigliò mai a nessuno.
(Iosif Brodskij)
Lascio la casa bianca e il muto giardino
(A. Achmatova, da Stormo Bianco)
Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.
Nessuna donna saprà cullarti
come io ti celebro nei miei versi:
non scordare la tua cara amica
nell’Eden che hai creato per i suoi occhi,
per me che spaccio una merce rarissima
e vendo il tuo tenerissimo amore.
Nella realtà
(da la rosa di macchia fiorisce)
Via il tempo, via lo spazio,
attraverso la notte bianca ho visto tutto:
il narciso cristallo sul tuo tavolo,
l’azzurro fumigare del sigaro
e lo specchio ove avresti potuto subito
rifletterti, come nell’acqua pura.
Via il tempo, via lo spazio...
ma anche tu non puoi aiutarmi.
l'incipit
"fu un'estate strana, soffocante, l'estate in cui i Rosenberg morirono
sulla sedia elettrica, e io ero a new york e mi sentivo un'anima persa.
io le condanne a morte non le reggo. l'idea della sedia elettrica, poi,
mi fa star male fisicamente, e i giornali non parlavano d'altro: i titoloni
che mi guardavano fisso a ogni angolo di strada e all'imboccatura di
ogni stazione della metropolitana con quell'odore di noccioline stantie.
non che mi riguardasse, ma non potevo fare a meno di domandarmi che
effetto faceva, essere bruciati vivi lungo tutti i nervi."
che intenzioni abbiamo?
è di alessandro piperno il romanzo di cui si parla e le cui recensioni campeggiano
nelle pagine culturali delle maggiori testate di casa nostra. "con le peggiori intenzioni" esce per
mondadori e in pochi giorni si assicura l'olimpo della grande letteratura, a sentire fior
di critici dalle... buone intenzioni. mi riservo una valutazione seria quando finirò la lettura
del libro (restano poche pagine su cui ieri il sonno ha avuto la meglio), ma qualcosa
posso anticiparla: per esempio non è affatto un libro noioso, sebbene l'impressione
è che, individuata una corda, l'autore la faccia vibrare - sempre la stessa - per più di 300 pagine.
ottima carrellata di ritratti familiari, ottimo stile e ottimo ritmo senza cedimenti
(almeno fino a pagina 260 perché lì sono arrivata). il resto lo dirò un'altra volta.
intanto, per favore, nessuno venga a dirmi che non è serio recensire un libro
senza averlo terminato perché, grazie, lo so da me e poi soprattutto perché
questa non è una recensione seria.
buona notte buon giorno buona notte buon giorno buon
scosto le tende, preparo il caffè - buona notte, buon giorno - il giornale dell'altro ieri è rimasto per terra. oggi cerco un nuovo lavoro, oggi cerco una casa nuova. oggi entro in una agenzia di viaggi. oggi mi taglio i capelli, provo una ricetta. bacio qualcuno.
prima l'uovo o la gallina?
Tutt’oggi non so se è nato prima l’uovo o la gallina. Se è nato prima l’uovo, la gallina potrebbe pensare che l’uovo - che le preesiste - sia dio. Ma nel momento in cui le toccherà fare un uovo potrebbe pensare che stia creando dio, che lei è più dio di dio. Se è nata prima la gallina, nel momento in cui le toccherà fare un uovo capirebbe che anche lei è nata probabilmente da un uovo come quello, e cercherebbe l’uovo originario, invano. Ma, si sa, per fortuna le galline non pensano…
se questo è un blog
mi sento in dovere di dire che quando aggiorno il blog scrivo tutto per benino, con virgole al post(o)giusto e spazi e a capo ma poi qui si visualizza tutto in un altro modo e che immagini, foto e links sono di là da venire..
ho avuto la notte intera
ho avuto la notte intera per affezionarmi alla pioggia; per ascoltare il mio stomaco vuoto; per indovinare le ore, i minuti; per fissare i pensieri, senza riuscire.
sono golosa golosa golosa
di zucchero e miele,
dei tetti di roma,
di carta e carbone,
di baci
di boschi
di neve
vestiti, colori, scarpette
di raggi di sera
di lepre e cerbiatti
abbracci , camicie
di stelle e carrozze
di acqua e farina,
inchiostro e biscotti,
di asfalto e campagna,
di vasche e bicchieri
golosa di mani, di dita, di piedi
…
13,30
mensa sotto la redazione: un uomo gigante stretto tra sedia e tavolino,
mangiava pollo e sbavava sulla barba, parlava e rideva
facendo mulinare le mani (col pollo). Accanto, stretta in un cappottino blu,
c’era una piccola donna che sorrideva come d’abitudine e guardava
ora lui ora il rettangolo di tavolo davanti a sé.
Tutta la sua vita era lì: quell’uomo, il perimetro di quel tavolo.
pane e arance
chiamo la mia solitudine
all’ora di pranzo
quella viene
dividiamo pane e arance
poi ce ne andiamo a spasso
per la città
vorrei nuotare dentro un bicchiere di southern comfort
e sentire tutto il corpo zuccherato, appiccicoso
sulle pareti di una squallida stanza ammobiliata...
Appendo vecchie foto di ragazze della mia infanzia - Col cuore affranto siedo, gomito sulla tavola, Mento nella mano, studiando gli occhi fieri di Helen, la bocca fragile di Jane, i capelli d'oro di Susan.
AQUARIUM
Il cielo astrale è straordinariamente eccentrico, come voi d’altronde, ma le sfumature dei corpi celesti sono particolari, sorprendenti, con mutamenti d’amore!
tanto per cominciare...
saluti di benvenuto a tutti. a me stessa, prima di tutto. poi un saluto ideale a vonnegut a cui il nome di questo blog si ispira.





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